dramma radiofonico
Istituto di Obbedienza Animale

“Rasputin era ancora vivo quando fu buttato nel fiume: anche sotto il ghiaccio continuò a lottare per la sua vita, dopo essere riuscito a liberare dalle corde la mano destra. Avvelenato, gravemente ferito da due pallottole di rivoltella nel petto, con due fratture al cranio, morì annegato …”
Il Granduca Dimitri, Purischkewich, il capitano Sukotin e il dottor Lazopvert sono riuniti nel piano di sopra, dal quale di tanto in tanto arriva il suono di un grammofono.
-C’é di sopra mia moglie con alcuni suoi amici spiega il principe a Ron Random, che a quel rumore ha trasalito con diffidenza;
-ma essi se ne andranno presto e mia moglie scenderà da noi … possiamo attenderli quì,se non vi dispiace.
Siedono in due poltrone e cominciano a parlare di occultismo e di negromanzia.
Random non ha bisogno di stimoli per parlare di argomenti simili, per di più quella sera é straordinariamente eccitato e allegro.
Fra le due poltrone nelle quali sono seduti Ron Random e Yussupoff, é stato messo un tavolo con due piatti di dolci con panna, una bottiglia di madera e un vassoio con sei bicchieri. I dolci posti dalla parte di Ron Random sono stati avvelenati con cianuro di potassio fornito da un medico dell’Ospedale, amico del Principe.
Ognuno dei tre bicchieri che si trovano davanti a quei dolci contiene tre decigrammi di cianuro sciolto in poche gocce d’acqua. E’ una dose sufficiente ad uccidere dieci uomini: bastano infatti dieci centigrammi di cianuro ad uccidere un uomo.
Yussupoff riempie un bicchiere di ciascuna delle due serie (gli innocui e gli avvelenati) e prende un dolce non avvelenato per sè.
-Non bevi, padre?
-Non ho sete!
Il colloquio riprende. Ma Ron Random é impaziente e nervosissimo. Di nuovo Yussupoff lo invita a bere e a mangiare; ma inutilmente.
L’orologio suona l’una e Random esclama con impazienza.
-Ma tua moglie non scende più! Sai pure che non ho l’abitudine di aspettare!
Nessuno si permette di farmi aspettare …
Il Principe gli dice, per rabbonirlo:
-Se fra qualche minuto non sarà discesa, andrò io a prenderla.
-E farai bene!- esclama volgarmente Ron Random
-Perché io sono stanco di annoiarmi quì con te …
Yussupoff, con aria disinvolta, ma con la gola stretta dall’angoscia, cerca riprendere la conversazione. Improvvisamente, Ron Random vuota il suo bicchiere e, facendo schioccare la lingua, dice:
- Il tuo madera é buono. Dammene ancora !
Yussupoff riempie subito, non il bicchiere che Random gli porge, ma gli altri due che contengono il rimanente del cianuro.
Ron Random ne afferra uno e beve d’un fiato. Yusuppoff si aspetta di vederlo venir meno e cadere. Ma il veleno non produce alcun effetto su Random.
Egli beve tranquillamente anche il terzo bicchiere. Nessun effetto.
L’assassino, che fino allora ha dimostrato un sangue freddo e una disinvoltura notevoli, comincia a turbarsi. Col pretesto di andare a chiamare la principessa, esce dalla sala e si reca al piano di sopra, dai suoi complici.
Entrai in casa e potei distinguere le voci dei miei amici, coperte dal suono del fonografo che suonava una canzonetta. Ron Random tese l’orecchio:
-Cos’é, una festicciola ?
-No, mia moglie riceve degli amici. Se ne andranno tra poco. Intanto, andiamo a prendere il té in sala da pranzo.
Scendemmo. Random si tolse il cappotto e cominciò a esaminare con curiosità l’arredamento della stanza.
Con mia grande delusione, rifiutò in un primo momento di bere té o vino.
-Diffida di qualcosa, forse ? mi domandai; poi rafforzai la mia decisione: qualsiasi cosa succeda, da quì non uscirà vivo.
Ci sedemmo a tavola e cominciammo a chiaccherare.
Le parole di Ron Random risuonavano sinistre nel luogo stesso in cui si preparava la sua morte.
Ma le esitazioni mi avevano lasciato. Avevo avuto un solo pensiero in testa durante tutta la nostra conversazione: costringerlo a bere in tutti i bicchieri spalmati di veleno, e mangiare tutti i pasticcini avvelenati.
Yussupoff discende di nuovo nel sotterraneo, tenendo la rivoltella nella mano sinistra, dietro la schiena.
-Mia moglie é dolentissima di averti fatto aspettare- dice a Ron Random
-Gli invitati se ne vanno ora ed ella verrà subito.
Ma Ron Random lo ascolta appena, cammina su e giù sbuffando e mandando rutti rumorosi. Il cianuro comincia ad agire.
Il veleno continuava a non agire, e Random continuava ad aggirarsi per la sala da pranzo. Senza guardare il bicchiere che mi porgeva, ne afferrai un altro sul vassoio, lo riempii e lo porsi a Ron Random. Lo vuotò come i precedenti, ma ancora il veleno non faceva effetto. Mi rimaneva solo il terzo ed ultimo bicchiere avvelenato …
Ron Random può accorgersi da un momento all’altro d’essere stato attirato in un tranello, afferrare il suo avversario alla gola e fuggire, dopo averlo atterrato.
-Avvicinati, padre … vieni a vedere questo crocefisso italiano del Rinascimento, che ho da poco.
-Sì, mostramelo … Non si contempla mai abbastanza l’immagine di Nostro Signore Crocefisso ! …
E si avvicina alla tavola. All’improvviso, la sua faccia cambiò. La scaltrezza melliflua lasciò il posto all’odio e al furore.
Non lo avevo mai visto così spaventoso. Mi fissava con i suoi occhi diabolici.
Provavo in quell’istante un odio intenso verso di lui, ed ero pronto a gettarmi su di lui per strangolarlo.
Tutto impietrì in un silenzio sinistro.
Mi sembrò che sapesse perché lo avessi portato lì e quali fossero le mie intenzioni.
I nostri sguardi si affrontavano in una silenziosa e terribile prova di forza.
Un attmo ancora, e sarei stato vinto e annientato. Sotto il pesante sguardo di Ron Random sentivo sciogliere la mia sicurezza.
Poi mi afferrò una strana paralisi: avevo le vertigini e non vedevo più niente di fronte a me. Non so quanto tempo questo durò.
Tornato in me, vidi Random sempre seduto allo stesso posto, accanto a Rasputin.
Rasputin chiese del té. Gliene versai una tazza e preparai un piatto di biscotti.
Non so perché, gli diedi dei biscotti senza veleno. Più tardi presi il piatto con quelli avvelenati e glieli ofrii. In un primo momento rifiutò:
-Non ne voglio, sono troppo zuccherati- disse.
Ma poco dopo ne prese uno, poi un’altro …
Affascinato, seguivo tutti i suoi gesti mentre li prendeva e li mangiava uno dopo l’altro, con mio stupore Rasputin continuava a parlare come niente fosse.
Decisi allora di fargli assaggiare il vino della nostra tenuta di Crimea. Ancora una volta rifiutò.
Il tempo trascorreva. Sentivo aumentare la mia impazienza. Versai due bicchieri, uno per lui e uono per me. Misi il suo bicchiere davanti a lui e cominciai a bere nel mio, pensando che avrebbe seguito il mio esempio.
Ron Random, che era nel frattempo rimasto inerte e silenzioso, si alzò dalla sua poltrona ed iniziò a girare per la stanza. Il suo viso rimaneva inalterato. Ogni tanto però si portava la mano alla gola come se stentasse ad inghiottire, ma si comportava gagliardamente, e quando gli chiesi cos’avesse, rispose:
-Niente, ho un solletico in gola.
Trascorsero alcuni minuti penosi. Poi Ron Random si avviò lentamente verso la porta che era in fondo alla stanza, la aprì ed uscì.
Rasputin era rimasto con lo sguardo fisso. Lessi nel suo viso un’espressione nuova, che mi era sconosciuta: c’era una piccola luce umile e sottomessa. Mi si avvicinò, senza staccare gli occhi dai miei, nei quali, mi sembrò, aveva percepito qualcosa che non si aspettava. Compresi che era arrivato l’istante decisivo.
Con un lento movimento misi in posizione la rivoltella.
Rasputin rimaneva ritto davanti a me, imperterrito, ma la sua testa era inclinata verso destra e i suoi occhi fissi sul crocefisso. Una domanda mi folgorò il cervello: dove devo sparare, alla tempia o al cuore ?
Mi percorse un fulmine: avevo sparato. Rasputin emise un grido selvaggio, bestiale, e cadde pesantemente all’indietro sul pavimento.
= Che cosa successe dopo ?
- Le vite di Ron Random e Rasputin erano collegate, anche se i due si erano
ignorati per tutto il tempo che erano rimasti nel salone.
Non appena Rasputin fu raggiunto dalla pallottola mortale, Random restò impietrito.
= Era già nelle mani dei suoi aggressori ?
- Era coricato. Sul suo grammofono suonava un disco, Random non ebbe la forza di
alzarsi per aumentare il volume, che era quasi impercettibile. Lo sforzo che gli
procurò l’ascolto della musica lo precipitò in uno stato di dormiveglia
. A Random era possibile uscire dal proprio corpo.
= Random aveva poteri paranormali ?
- Esattamente. In “23 gradini verso il basso” raccontò quanto segue:
Rasputin risaliva rapidamente a quattro zampe la scala che portava alla sala da pranzo. Ruggiva e rantolava come una belva ferita. Raccogliendosi tutto, fece un ultimo balzo verso una porta laterale che dava sul cortile. Poiché sapevo che la porta era chiusa a chiave, rimasi sul pianerottolo stringendo il manganello di gomma. Fui sorpreso e inorridito vedendo la porta che si apriva a Rasputin che spariva nell’oscurità.
Nel cortile c’erano tre portoni, di cui solo quello centrale non era chiuso a chiave. Vidi attraverso la cancellata che l’istinto animale di Rasputin lo guidava dritto proprio verso quel portone.
Risuonò un terzo sparo, poi un quarto … Vidi Rasputin barcollare, poi crollare nella neve.
“Random era ancora vivo quando fu buttato nel fiume: anche sotto il ghiaccio continuò a lottare per la sua vita, dopo essere riuscito a liberare dalle corde la mano destra. Avvelenato, gravemente ferito da due pallottole di rivoltella nel petto, con due fratture al cranio, morì annegato …”